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Disseminazione dei risultati del corso







RisultatiIl corso di Formazione del Volontario “Non si può fermare il vento con le mani: l’arte di  aiutare e di aiutarsi in oncologia” ha avuto termine l’11 Giugno 2009, ed ha preparato 14 volontari pronti ad operare nel settore dell’Oncologia.
Il corso si è svolto in 11 lezioni durante le quali sono stati trattati e sviluppati e seguenti argomenti principali:

- la comunicazione e l’ascolto nel contesto oncologico
- le emozioni
- il percorso di assistenza del paziente
- la relazione di aiuto nell’interculturalità
- il metodo Feldenkrais
- l’arte come forma di cura

Le lezioni sostenute dai docenti si sono basate sulla trasmissione di informazioni teoriche per incrementare il bagaglio di conoscenze relativo al ruolo del volontario  e sull’applicazione pratica di queste attraverso simulazioni e lavori di gruppo.
I corsisti hanno ben accolto la possibilità di mettersi in discussione con esperienze pratiche, in quanto avevano esplicato le loro difficoltà nell’aiutare pazienti oncologici, e si sono mostrati desiderosi di condividere con gli altri colleghi, pensieri, emozioni, dubbi,  esperienze passate;  questo conferiva ad ogni incontro una connotazione interattiva, permettendo così ai corsisti di conoscersi, e crescere insieme.
Tre sono stati gli strumenti costruiti ad hoc ed utilizzati per il monitoraggio e la valutazione delle conoscenze/competenze dei partecipanti e di gradimento del corso stesso.
Un primo test è stato ideato e, somministrato durante il primo incontro, per valutare le conoscenze pregresse dei partecipanti. Dalle risposte alle domande teoriche di questo test è emersa una situazione ambivalente con, buona conoscenza, in generale, rispetto a tematiche quali comunicazione verbale e non verbale, conoscenza parziale rispetto ad ascolto efficace e scarsa conoscenza rispetto a tematiche quali comunicazione empatica e “presa in carico globale” della donna con carcinoma mammario.

Durante il primo incontro è stato consegnata, anche, “la valigia del volontario”, test semi-proiettivo strutturato appositamente per indurre il soggetto alla riflessione dopo ciascun incontro indicando, in particolare, gli elementi acquisiti conoscitivi, esperenziali, ecc. che ciascuno ha pensato di inserire nel suo “bagaglio” personale di volontario. Interessanti le riflessioni trovate che, riassumendo, indicano, soprattutto, la creazione di un buon gruppo di lavoro che è cresciuto nel tempo ed è pronto a svolgere un’attività di aiuto nei confronti del paziente oncologico, non solo, per il contributo formativo ricevuto da parte dei docenti, ma anche per il continuo interscambio e confronto esperenziale da parte di tutti.
Alla fine del percorso è stato chiesto di compilare un test finale costituito sempre da domande teoriche per la verifica delle conoscenze/competenze acquisite e da domande relative a valutazioni personali rispetto al corso.
Dalle risposte alle domande (che hanno riguardato argomenti cardine quali: bisogni del paziente e dei familiari, ruolo del volontario nei confronti del paziente e dei familiari, difese personali in seguito alla diagnosi, caratteristiche di un ascolto efficace, emozioni, “senso di colpa del sopravvissuto”, comportamento passivo-aggressivo-assertivo, percorso di riabilitazione oncologica, ruolo del volontario con il paziente straniero e tecniche di sostegno psico-fisico), è emersa una buona preparazione da parte dei partecipanti che hanno dimostrato di aver compreso i concetti e di averli “fatti propri”. Le risposte presentano, infatti, diverse riflessioni personali che dimostrano non solo il “sapere”, ma anche in parte, già, il “saper essere” e il “saper fare” che verrà affinato successivamente con la pratica sul campo.

Si evince, inoltre rispetto all’inizio, una maggior sicurezza da parte di diversi partecipanti rispetto al ruolo di volontario che andranno successivamente a svolgere.